Abruzzo

Le scuole di specializzazione medica in Abruzzo

A L’Aquila è stato convocato un Consiglio Comunale Straordinario per discutere della presunta soppressione della Scuola di Specializzazione in Pediatria, notizia non vera (ancora una volta non si approfondiscono le questioni).
Ritengo però che questa sia un’occasione unica per affrontare il problema delle scuole di specializzazione , dapprima a livello comunale e poi regionale.
Le Scuole Universitarie di specializzazione in Medicina e Chirurgia sono importantissime, e non è un caso se al tavolo Stato-Regioni, la Lombardia ed il Veneto si sono “accaparrate” ben il 50% dei contratti italiani.
Perché sono importantissime e base del prestigio per ciascun Ateneo?

1) Sono il passaggio obbligato post laurea , per ciascun medico, per accedere a qualsiasi posto della sanità pubblica.
2) Gli specializzandi, se ben guidati, sono il nerbo e la forza della ricerca scientifica e clinica. Aspetto questo fondamentale sia per coltivare le loro vocazioni ed aspettative, sia per il prestigio dell’Ateneo, sia per la qualità dell’assistenza.
3) Sono una grande risorsa assistenziale. Molti specializzandi, nell’ambito di quanto previsto dalle norme, già dal secondo anno, sono attivi e capaci. Spesso, se non sempre, sono loro che alleviano le enormi difficoltà di personale medico che oggi affliggono le ASL.
4) I loro contratti sono veri e propri posti di lavoro nell’ambito dell’economia di una città. Con il loro assegno (circa 1600 euro al mese), apportano senza dubbio ricchezza , sia per i loro consumi, che per affitto di appartamenti e quant’altro. In una città come L’aquila o Chieti, 100 specializzandi rappresentano una fabbrica di almeno 120 operai. E’ un ragionamento che può apparire prosaico, ma credo sia importante.

Se quanto ho riportato è vero, occorre a questo punto che, insieme, Regione Abruzzo, i due Atenei di Chieti-Pescara e L’aquila, con le ASL interessate (ricordo che l’Ateneo dell’Aquila è collegato con il Mazzini di Teramo), devono sedersi intorno ad un tavolo per INVESTIRE NELLE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE.
E’ inspiegabile ad esempio che l’Abruzzo non abbia la scuola di specializzazione di Otorinolarigoiatria, oppure che abbia perso i contratti (posti) di Chirurgia Toracica.

La prima cosa che dovrà fare la Regione Abruzzo, nello specifico la Giunta, sarà riconvocare, ove necessario rinnovandolo in alcune figure da sostituire, l’OSSERVATORIO REGIONALE PER LA FORMAZIONE MEDICO SPECIALISTICA (art. 44 DL 368/1999), rinnovato dalla Giunta Regionale Abruzzo nel lontano 2011, e che non viene più convocato da troppo tempo.

Perché è NECESSARIO procedere subito su questa strada? Perché l’Osservatorio Regionale è quello che si interfaccia con quello nazionale dove, appunto, le regioni sveglie e pronte, quali Lombardia e Veneto, giocano le loro partite. NON SI DEVE DORMIRE!!!

In questo senso, anzi, la Regione Abruzzo dovrebbe contribuire ad aumentare il numero dei contratti in diverse scuole, perché sono un investimento, per i giovani medici, per la sanità, per l’economia.

E’ l’Osservatorio Regionale in primis che a questo punto dovrà, insieme alla stessa regione, creare e coordinare un tavolo con i due Atenei, per concordare quali scuole aprire o mantenere, quali quelle “interateneo” e quali quelle “autonome”, quante convenzioni stipulare con Atenei di altre regioni , dove insediare la sede legale di ciascuna scuola “interateneo”, quanti contratti ed in quali ospedali far svolgere l’attività degli specializzandi.

Il tutto guardando sia all’interesse dell’Università, sia degli Specializzandi, ma sempre inquadrando il tutto nell’ambito della programmazione sanitaria regionale, ed alla luce dell’importante protocollo d’intesa che, dopo 20 anni, la Giunta D’Alfonso, con l’assessore Paolucci, ha firmato quest’anno con i due atenei.
Questo è il modo, a mio modesto avviso, di procedere.

NON SI PUO’ PIU’ LASCIARE LA PROGRAMMAZIONE DELLE SCUOLE E LE INTESE FRA ATENEI IN MANO AI SINGOLI DIRETTORI DELLE SCUOLE. NON SI PUO’ PIU’. E’ SBAGLIATISSIMO E FONTE DI ERRORI GRAVI!!!

Veniamo alla situazione dell’Aquila. Il Consiglio Comunale è stato convocato, su richiesta di alcuni consiglieri comunali, sull’onda di articoli di stampa che annunciavano la chiusura della Scuola di specializzazione di Pediatria. Falso allarme.
Ricordando che esistono due tipi di scuole di Specializzazione, quelle “AUTONOME”, vale a dire esclusive di un solo Ateneo, e quelle “INTERATENEO”, che vedono gli specializzandi divisi tra i due Atenei, occorre dire che L’aquila non ha perso la Scuola di Specializzazione di Pediatria. Nell’ambito degli accordi tra Chieti-Pescara e L’aquila, la SEDE LEGALE di Pediatria è andata a Chieti, ma specializzandi restano a L’aquila, così come per altre scuole la sede legale è a L’aquila ma una parte di specializzandii sono anche presso Chieti.
Quindi un allarme relativamente falso, che ha smosso alcuni consiglieri che, come spesso accade, SONO POCO ATTENTI e non informati.
Al contrario mi colpisce che non abbiamo preso coscienza e denunciato un fatto grave:  quest’anno L’Aquila ha perso due importantissime scuole di Specializzazione: Malattie apparato cardiovascolare e Neurologia, mentre non abbiamo avuto contratti per Chirurgia toracica.
Si tratta di un grave “evento avverso”.  Su questo credo che il consiglio comunale, con l’Università e la ASL, debba fare un’attenta valutazione e verifica del perché ciò sia potuto accadere, affinché non accadano più eventi simili e sin dal prossimo anno si torni, attraverso il tavolo Stato-Regioni, e con l’intervento dell’Osservatorio Regionale, ad avere il reintegro delle due scuole e ripristino dei contratti di Chirurgia Toracica.
Non interessa ora indagare su chi è il responsabile di questo grave accadimento, grave per l’Università, gli specializzandi, per la nostra sanità e per la città. E’ chiaro che qualcuno ha sbagliato o ha inseguito propri calcoli o regolato dei vecchi conti. Non ci interessa la caccia alle streghe, ma recuperare!!!!
Questo si può fare attraverso una discussione serena, costruttiva, che non parli di persone o dei loro interessi, ma di cose.
Chiaro che il Consiglio Comunale deve chiedere e “pretendere” dall’Università , anche attraverso una rinnovata collaborazione con la ASL che non guardi più ad interessi di singoli, di riottenere le due scuole, nel rispetto delle norme, dei parametri, e soprattutto dell’interesse generale della città e della provincia.

Quanto accaduto, e questo consiglio straordinario, sono anche utili per rivedere la situazione degli accordi attuativi tra Regione , Università ed ASL , in particolare tra queste ultime due, per i CORSI PROFESSIONALIZZANTI ABILITANTI ALLE PROFESSIONI SANITARIE. Siamo fermi da anni, vi sono dei corsi da anni attivati da ufficializzare. Anche qui va attivato, al più presto, dopo anni, il tavolo.
A questo proposito ricordo che l’articolo 7 prevede l’integrazione nell’insegnamento del personale universitario ed ospedaliero, integrazione fondamentale.
La Regione deve assegnare i fondi.
Anche qui voglio sottolineare l’importanza che hanno i nostri corsi, anche , e molto, ai fini assistenziali. Sono centinaia di ragazzi che stiamo formando per la sanità di domani!

Tutte queste riflessioni chiaramente si devono richiamare a due punti fermi:

1) Come programmare la riorganizzazione della nostra sanità in Abruzzo e quale ruolo assegnare alle due scuole di medicina per esaltarne la qualità nell’ambito dello stesso piano di riqualificazione del servizio sanitario abruzzese 2016-2018.
2) Porre come punto decisivo il ruolo nella nostra città del corso di Laurea in Medicina.
3) Medicina, fortemente voluta e sostenuta da questa comunità. Essa gioca oggi un ruolo fondamentale, che non solo va preservato, ma ARRICCHITO NELLA QUALITA’ DELL’INSEGNAMENTO E RICERCA.

Si può fare, come si è fatto, per scelta della nostra comunità di istituire il GSSI: privilegiare le logiche della qualità e dell’impegno, in esse investire il nostro futuro!
Su questo L’aquila non intende discutere!
A questo proposito auspico personalmente che, come ha già fatto l’Ateneo di Chieti, anche L’aquila , in applicazione della c.d. Legge Gelmini, proprio al fine di rinforzarsi, provveda ad organizzarsi, subito, in SCUOLA DI MEDICINA. Cosa aspettiamo?